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Dietro il mito di Wolfgang Amadeus Mozart c’è un uomo fatto di contraddizioni, inquietudini, ironia e fragilità. È da qui che parte il lavoro di Paciullo, attore e speaker radiofonico, protagonista di uno spettacolo dedicato al grande compositore austriaco.

Mozart secondo Paciullo: il genio raccontato nella sua umanità nasce da un testo di Carlo Picchiotti, con la regia di Claudio Boccaccini, e porta in scena un personaggio lontano dalla semplice celebrazione biografica.

Paciullo sceglie infatti di concentrarsi sulla dimensione più umana di Mozart, cercando di restituire al pubblico un uomo vivo, contraddittorio e sorprendentemente contemporaneo.

«Parliamo di un personaggio che appartiene alla storia, ma che continua a essere incredibilmente vivo, moderno, contraddittorio», spiega l’attore.

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Il lavoro sul personaggio attraversa registri molto diversi: comicità, malinconia, leggerezza, profondità e tensione emotiva.

Per Paciullo, interpretare Mozart significa soprattutto sottrarsi alla caricatura e cercare una verità scenica capace di rendere credibile l’uomo dietro il genio.

«La regia di Claudio Boccaccini mi ha accompagnato nella ricerca di un Mozart autentico, evitando l’imitazione o la caricatura e cercando invece la verità del personaggio».

Un ruolo importante nello spettacolo è affidato anche alla musica e alla voce di Olimpia Pagni, che entra in dialogo con la recitazione e amplifica la dimensione emotiva della messinscena.

Il rapporto tra parola e musica diventa così uno degli elementi centrali del progetto, costruendo una narrazione continua e suggestiva.

Il testo firmato da Carlo Picchiotti offre all’attore numerosi spunti interpretativi e permette di mettere in luce le molte contraddizioni del compositore.

L’appuntamento al Teatro Vittoria di Roma, il 29 ottobre alle ore 21, rappresenta per Paciullo un momento particolarmente significativo.

«È uno di quegli appuntamenti nei quali senti che il personaggio continua a sorprenderti sera dopo sera».

Mozart secondo Paciullo: il genio raccontato nella sua umanità restituisce quindi al pubblico un ritratto teatrale lontano dagli stereotipi, nel quale il grande compositore emerge soprattutto come uomo.

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